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ALL’ALBA DEL 2012, PER GUARDARE AL FUTURO, CON IL MOVIMENTO AUTONOMISTA BELLUNESE
COMUNICATO STAMPA
All’alba del 2012 il Movimento Autonomista Bellunese (organismo d’opinione nato nei primi anni novanta su solide ed esclusive basi culturali per il nostro riscatto complessivo, rimasto tale sino a oggi) non può rimanere in silenzio di fronte alla grave crisi italiana e chiaramente del nostro territorio da riferirsi in particolare ad un complessivo vuoto culturale. Prima di tutto il MAB non può passare sotto silenzio il dannoso fallimento della classe politico-amministrativa alla quale i bellunesi hanno consegnato, qualche anno fa, il governo dell’amministrazione provinciale, dei comuni di Belluno, Feltre e di tanti altri. Uno dei più gravi limiti e chiusure di questi rappresentanti sono riferibili all’incapacità di ascoltare la società civile e di avere presunto, con grave torto, che potesse essere sufficiente avere un’omogeneità politica; nei vari livelli dal locale, al regionale, sino al nazionale, per affrontare e risolvere i problemi e le attese della nostra montagna. Visti i risultati nulla di più errato. Infatti, non è stato così, perché i fallimenti si sono verificati a catena con crisi a ripetizione. Dalla caduta della giunta provinciale, agli scontri mai sopiti e rotture tra le forze politiche delle coalizioni di Belluno e Feltre. Ed ancora le cadute impreviste e disastrose come quella di Gsp-Bim. Tutto questo ha determinato e dimostrato l’insopportabile e preoccupante assenza di una cultura politica e strategia, conoscenza delle potenzialità economiche e sociali che ci ha condotto ai margini o addirittura fuori da qualsiasi processo e prospettiva che con maggiore intelligenza e lungimiranza potevano essere attivate. Ad esempio il riconoscimento UNESCO è rimasto al palo inespresso, salvo in qualche lodevole occasione, come pure gli importante capitoli della cultura e dei beni culturali che potevano e devono ancora essere un grande veicolo per aiutare lo sviluppo della nostra provincia. Prendiamo quest’inverno senza neve e di alte temperature, una grave situazione per le caratteristiche del nostro turismo stagionale che, tuttavia, poteva e può ancora per il futuro essere aiutato dall’affiancamento d’itinerari connessi con il nostro sistema dei musei, e tutto quello che può essere riassunto con la definizione di percorsi tradizionali, culturali, tra le specificità che vanno naturalmente costruiti, organizzati anche per tutte le stagioni. Certo come afferma il MAB tutte queste prospettive e programmi si scontrano ancora e duramente con l’ insopportabile miopia di un notevole numero di amministrazioni locali poco attente nell’indirizzare gli investimenti assicurati da apposite leggi, finanziamenti (Fondi Letta e Brancher) e quelli di provenienza europea. Si può iniziare con il Comelico, dove si suppone di puntare tutto sullo sviluppo sciistico tralasciando colpevolmente il capitolo dei beni culturali e il Centro Cadore.La Val del Boite al cui apice c’è Cortina e scendendo via via sino a Castellavazzo con le polemiche che hanno annegato la possibilità di valorizzare il cospicuo patrimonio archeologico emerso e riseppellito in centro al paese. Belluno con i centri culturali tenuti aperti dal volontariato . Il paragrafo riguardante Feltre, la seconda città del bellunese, dalle forti valenze storico-archeologiche, contiene decenni di scavi e ritrovamenti antichi sconosciuti, mai devenuti pubblici e fruibili mediante mostre, musei o itinerari da assommare a quel gioiello di città rinascimentale che si sviluppa sul Colle delle Capre e non solo. E insieme con tutto questo le incomparabili bellezze ambientali su cui contare senza farsi tentare dagli stravolgimenti e cementificazioni. Infine il MAB non può tralasciare le conseguenze costituite dalla cancellazione delle province alla qualei ritiene che si debba reagire studiando possibilità e prospettive connesse con territori e realtà regionali dalle medesime caratteristiche montane come il Trentino Alto Adige e il Friuli. Bisogna quindi attrezzarsi per trovare in noi bellunesi le risposte per una collocazione istituzionale e le necessarie capacità di autogoverno di un territorio complesso ma connotato da molteplici unicità da valorizzare per il presente e il futuro.
EUGENIO PADOVAN
Portavoce del MOVIMENTO AUTONOMISTA BELLUNESE
SI DEVE INIZIARE DAI BENI CULTURALI, MAGARI DA FELTRE, DOVE L’ARCHEOLOGIA DORME NEI CASSETTI DELLA SOPRINTENDENZA !!!
Eugenio Padovan
FELTRE -Ha ragione Stefano Vietina “La montagna vive solo con la presenza dell’uomo” il suo ingegno e capacità di fare conto in maniera intelligente delle risorse presenti. I beni culturali ad esempio non ancora capiti da troppi amministratori e cittadini nella loro potenzialità culturale ed economica. E così, per esemplificare, si finisce col cadere vittime dell’individuale orticello feltrino dell’arche…ologia e delle presunte, non reali capacità esclusive, dove sono cresciute solo erbacce concimate dal compartimento stagno delle minacce e della presunzione d’essere immortali e non dover restituire nulla alla collettività e lasciar marcire tutto nei cassetti dell’indiffrenza, lontani centinaia di chilometri. E con questo si è diseccato l’albero della diffusione capillare delle esistenze antiche della città di Feltre bloccando ogni sviluppo possibile sotto forma di mostre, itinerari, restauri, catalogazioni sino alla vendita di pasti e caffè quotidiani .
BELLUNO, UNA CITTA’ PER DORMIRE ?
BELLUNO – Il decreto anti rumore con cui il sindaco di Belluno cerca di porre dei limiti alla diffusione di musica nei locali, ripropone l’annoso problema del ruolo della città. Al di là dei diritti di ciascuno, dagli abitanti che desiderano dormire, ai gestori dei locali che investono per rendere più vivibile il centro storico, alle migliaia di avventori che ambiscono a una o due serate la settimana di relax e divertimento, il punto irrisolto da circa dieci anni è sempre lo stesso: cosa vogliono i bellunesi dalla loro città?
I ragionamenti, fatti dallAgenzia Obiettivo, sono condivisibili ed io nel mio piccolo per almeno 25 anni ho cercato di stimolare, con innumerevoli interventi sulla stampa, radio e televisioni ed iniziative culturali, un dibattito una inversione di tendenza. Certo i risultati non ci sono e se ci sono stati erano minimi. Tutte le amministrazioni che si sono succedute in questi ultimi decenni non hanno brillato per dinamismo e programmi tali da porre Belluno al centro delle Dolomiti come punto di riferimento. Credo che la linfa dei giovani sia fondamentale ma non può limitarsi alla musica ci vuole un complesso di inziative e la ferrea volontà di portarle avanti senza fermarsi al primo ostacolo. Poi quest’ultima amministrazione compresa quella provinciale caduta a pezzi per inettitudine, hanno segnato il punto più basso e vuoto per la città capoluogo e l’intera provincia. Ente, quest’ultimo l’amministrazione di palazzo Piloni, che non ha saputo nemmeno gestire il riconoscimento UNESCO. Questa incapacità la dice tutta sulla statura dei nostri gvernanti amministrativi e rappresentanti nelle due camere romane. Bisogna ripartire e lo si deve fare con i giovani purchè questi ci siano e abbiano le capacità che servono per risalire dal baratro dove siamo finiti come bellunesi
GIORNALISMO SERVILE E DANNOSO ALLA PROVINCIA DI BELLUNO !!!
Dopo aver letto oggi, sul Corriere delle Alpi l’articolo, “Bottacin su Gsp: Roccon continua a stravolgere la realtà “, è inevitabile affermare, ma da che pulpito viene la predica. Infatti, da qualche tempo si tende a far apparire l’ex presidente Bottacin; l’eroe che ha combattuto i poteri forti della provincia di Belluno nascondendo, tuttavia, i suoi fallimenti nella gestione amministrativa. Una azione che ha provocato gravi difficoltà in molti settori e prospettive come quelle dell’Autonomia e gestione del riconoscimento Unesco, quindi nella promozione turistica e culturale senza dimenticare tutti gli altri settori a iniziare da quello agricolo. Per questo e per altri motivi speriamo che si cerchi di fare del giornalismo più autorevole e, dunque, meno scopertamente servile. A riguardo dei disastri finanziari di Gsp-Bim va aggiunto, come la stragrande maggioranza dei bellunesi ne sia da molto tempo consapevole. In altre parole molto prima che Bottacin fosse eletto, purtroppo per noi, presidente della provincia.
I PAGLIACCI DELLA LEGA NORD
Ma onorevole Reguzzoni dov’era la Lega in questi anni non poteva fare le cose che lei oggi, nel discorso per la fiducia a Monti,afferma che devono essere fatte. Ma la Lega era all’opposizione o al governo. Vergognatevi demagoghi da sagre a falsi da bar. Basta pagliacciate e slogan è finita un’epoca anche quella della balle padane !!!
GLI IGNOBILI DEL PDL E DELLA LEGA INCHIODATI ALLA SEDIA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
Abbiamo mai inteso, pensato, amato, ammirato sufficientmente a quel maestoso ed inarrivabile spettacolo che sono le divine Dolomiti, patrimonio dell’Umanità. Sopprattutto sarebbe necessario , in questa fase, chiederlo a quella specie di piccoli, vuoti e insignificanti uomini che, da qualche tempo, troppo, pretendono di governare la provincia di Belluno, se non si vergognano di offendere, dileggiare e danneggiare i bellunesi e questo stupendo territorio dominato dai Monti Pallidi che chiedono e meritano un altro destino degno della loro statura, che spregevoli liti e tattiche da postribolo.
Tratto dagli scritti del “Filosofo di Montagna”.

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